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Anteprima Terra Madre: il valore della biodiversità

25-06-2026 10:47

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Anteprima Terra Madre: il valore della biodiversità

Patrimonio culturale, ambientale, sociale

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Anteprima Terra Madre 2026:

un racconto globale sul futuro del cibo e dei territori. 

 

 

«Dei contadini ne abbiamo bisogno ogni giorno quando ci sediamo a tavola.»

 

Con questa riflessione la presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini, sintetizza il significato più profondo di Anteprima Terra Madre 2026. Una frase puntuale, colta durante la nostra intervista, capace di racchiudere uno dei principi che quarant'anni fa contribuirono alla nascita di Slow Food e che oggi, proprio nell'anno del quarantesimo anniversario dell'associazione, appare più attuale che mai.

 

Biodiversità, tutela delle comunità rurali, qualità delle produzioni e valore culturale del cibo sono infatti i temi al centro dell'appuntamento Anteprima Terra Madre che, dal 19 al 21 giugno, ha trasformato Tropea, in Calabria, in un osservatorio sul futuro dei sistemi alimentari e dei territori.

 

Per tre giorni la più rinomata tra le città calabresi ha accolto oltre 150 produttori delle reti Slow Food, insieme a operatori del settore, comunità locali e visitatori arrivati anche da oltre confine, inaugurando il percorso verso la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre 2026.

 

Non una semplice anteprima, ma un punto di partenza. Non è un caso che questo percorso abbia preso avvio proprio dalla Calabria: una regione che, per ricchezza biologica, varietà agricola e patrimonio culturale, rappresenta una delle espressioni più autentiche della biodiversità mediterranea.

 

 

Tropea: 

sintesi del mediterraneo contemporaneo

Tropea non è soltanto una delle destinazioni più riconoscibili del turismo italiano. È un luogo che sintetizza una condizione più ampia del Mediterraneo contemporaneo: la sovrapposizione tra paesaggio, cultura e produzione agricola.

 

Il Borgo, affacciato sul tirreno, ha ospitato un evento che ha superato i confini locali per assumere una dimensione più ampia, in dialogo con dinamiche europee e internazionali legate a biodiversità, sostenibilità e sistemi alimentari.

 

In questo contesto, Anteprima Terra Madre ha funzionato come piattaforma di lettura del presente: non solo una vetrina di eccellenze, ma un luogo di confronto su ciò che il cibo rappresenta oggi.

 

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Restituire visibilità a chi produce

A margine del talk della serata conclusiva, abbiamo incontrato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, alla quale abbiamo chiesto quale sia la giusta lettura di questi eventi, soprattutto nel contesto attuale:

 

«Eventi come Anteprima Terra Madre sono importanti perché danno visibilità a chi troppo spesso vive e lavora nell’isolamento delle campagne. Eppure dei contadini abbiamo bisogno più volte al giorno, quando ci sediamo a tavola. In Italia, in Calabria come in molte altre aree dell’entroterra e delle coste, c’è una straordinaria ricchezza da raccontare in termini di cibo, cultura gastronomica e biodiversità. È fondamentale far emergere queste realtà dall’isolamento e dall’oblio, restituendo ai contadini un ruolo attivo.»

 

E ancora:

 

«Il nostro obiettivo è continuare a dare voce, visibilità e dignità a un lavoro troppo spesso considerato marginale. Lo diciamo in un momento in cui dal sistema alimentare globale passano molte delle crisi che stiamo attraversando, ma è proprio all’interno di questo sistema che si trovano anche molte delle soluzioni. Da una piccola esperienza dell’entroterra calabrese fino alla dimensione globale: questa è la grande valenza di un cibo buono e giusto.»

 

Il punto dunque non è solo simbolico. È strutturale.

 

Una prospettiva che ribalta il punto di osservazione: il produttore non è più figura periferica del sistema alimentare, ma soggetto centrale nella costruzione di modelli più sostenibili.

 

La biodiversità come linguaggio dei territori

La biodiversità, in questa cornice, smette di essere un concetto tecnico. Diventa un linguaggio.
Riguarda non solo varietà agricole, semi, vitigni autoctoni, razze allevate localmente, ma anche saperi, pratiche e relazioni che tengono insieme le comunità rurali. È ciò che rende un territorio riconoscibile, non replicabile, non standardizzabile.

 

Anteprima Terra Madre lavora proprio su questa dimensione: mostrare come la diversità biologica e culturale non sia un residuo del passato, ma una componente attiva del futuro.


 

Calabria: un mosaico agroalimentare unico nel panorama italiano

La scelta della Calabria per l’apertura del percorso verso Terra Madre 2026 non è casuale.
La regione rappresenta uno dei mosaici agroalimentari più complessi e ricchi del Paese: un continuum di paesaggi che va dalle montagne interne alle coste del Tirreno e dello Ionio, attraversando sistemi agricoli diversificati e tradizioni profondamente radicate.


Il vice curatore Slow Wine Italia, Alessandro Marra, durante la nostra intervista ha sottolineato il valore simbolico e progettuale di questo avvio:

 

«Il tema della prossima edizione di Terra Madre sarà la biodiversità e difficilmente si sarebbe potuto immaginare un luogo più adatto per avviare questo percorso». «La Calabria è una terra di straordinaria ricchezza agricola e ampelografica, con una varietà unica nel panorama italiano.»


È da questa varietà che prende forma anche una nuova narrazione del territorio, sempre meno legata a stereotipi e sempre più orientata alla complessità delle sue produzioni.
 

Il vino come espressione di identità

Tra i settori che meglio rappresentano questa evoluzione c’è il vino.


«La Calabria sta mostrando una ricchezza ampelografica straordinaria», osserva il vice curatore di Slow Wine Italia, «questa anteprima è un’occasione importante per dare visibilità a un comparto che sta crescendo in qualità e riconoscimento anche a livello internazionale.»


Il lavoro sui vitigni autoctoni e sulla valorizzazione delle identità territoriali sta contribuendo a ridefinire la posizione della regione nel panorama enologico contemporaneo.


Non più periferia produttiva, ma laboratorio in evoluzione.
 

Il cibo come chiave di lettura del mondo

Il valore dell’Anteprima non risiede solo nella presentazione dei prodotti, ma nella possibilità di leggerli come parte di un sistema più ampio.
Dietro ogni alimento ci sono paesaggi, persone, competenze e storie. Il cibo diventa così uno strumento di interpretazione del territorio, capace di collegare dimensione economica, culturale e sociale.
In un contesto globale sempre più omologato, questa relazione diretta tra prodotto e origine diventa un elemento distintivo per i territori che vogliono mantenere una propria identità.
 

 

 

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Il nuovo turismo passa dalla biodiversità

In questo scenario, il patrimonio agricolo e culturale sta diventando una delle chiavi di lettura più interessanti del turismo contemporaneo.

 

Le destinazioni più attrattive non sono più soltanto quelle che offrono paesaggi iconici o servizi di alta gamma, ma quelle in grado di costruire un’esperienza legata all’identità dei luoghi. Il viaggio si sposta progressivamente dall’osservazione alla comprensione: non si visita più soltanto un territorio, si cerca di comprenderne la storia, le tradizioni e il modo in cui produce valore.

 

Il cibo diventa così uno dei principali strumenti di accesso a questa dimensione. Non come attrazione, ma come linguaggio culturale. Degustare un prodotto significa entrare in contatto con un sistema di relazioni che include paesaggi agricoli, comunità locali, pratiche produttive e saperi tramandati.

 

È in questa trasformazione che territori come la Calabria trovano una nuova centralità.

 

Non più soltanto destinazione balneare o patrimonio paesaggistico, ma spazio in cui il turismo si intreccia con agricoltura, cultura materiale e biodiversità. Un modello che intercetta una domanda crescente di esperienze autentiche, dove il valore non è nell’eccezionalità dell’offerta, ma nella sua capacità di raccontare un’identità riconoscibile.

 

Anteprima Terra Madre si inserisce esattamente in questa evoluzione: non come evento dedicato al cibo, ma come osservatorio su come il cibo stia cambiando il modo in cui viaggiamo, conosciamo e scegliamo le destinazioni.

 

Un messaggio che supera i confini

Da Tropea emerge una consapevolezza sempre più condivisa: la biodiversità non è soltanto una risorsa da preservare, ma un patrimonio capace di generare valore culturale, sociale ed economico.

 

In un mondo che tende all'omologazione, la capacità di custodire differenze diventa una forma di ricchezza: per i territori, per le comunità e per chi viaggia alla ricerca di esperienze autentiche.

 

È questa, forse, la lezione più importante di Anteprima Terra Madre: il futuro del cibo non si costruisce soltanto nei laboratori dell'innovazione, ma anche nei campi, nei vigneti e nelle comunità che ogni giorno rendono possibile la biodiversità. 

Perché è da lì che continua a nascere il racconto più autentico dei territori.




 

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