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Quattromila presenze per la quinta edizione a Villa delle Favare. Degustazioni, masterclass e cucina d’autore hanno acceso i riflettori su un’area vitivinicola dalla fisionomia caratteristica. Il 20 ottobre appuntamento a Roma.
A Biancavilla la quinta edizione della rassegna enoica
Circa 70 ettari di vigneto, altitudini comprese tra i 600 e i 1.000 metri e una produzione stimata in 100 mila bottiglie: sono alcuni dei numeri che delineano il profilo vitivinicolo del versante Sud-Ovest dell’Etna, focus del racconto della quinta edizione di Etna Wine Forum, conclusosi domenica 11 Ottobre nella cornice di Villa delle Favare, a Biancavilla nel catanese.
L’evento, organizzato dal Comune di Biancavilla e dalla Fondazione Italiana Sommelier, ha offerto un’occasione per approfondire l’area della denominazione Etna DOC, facendo emergere la propria identità produttiva. Quattro le giornate, che partendo dal calice, hanno guardato oltre spaziando dalla cucina d’autore alla cultura del cibo in senso più ampio del termine, registrando complessivamente quattromila presenze.
L’area, tema centrale del Forum, comprende Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Adrano, Belpasso e Ragalna, ove operano circa venti produttori, con cinque cantine e una dimensione che rende centrale il lavoro di valorizzazione delle aziende e delle peculiarità dei vini.
Il vino dell’Etna, attraverso il confronto
Le condizioni caratterisitche, che si ritrovano nelle specificità del luogo, sono gli elementi che rendono riconoscibile l'identità del prodotto finito. Esposizione prolungata al sole e suoli vulcanici ricchi di minerali contribuiscono a definire il carattere delle produzioni del versante. Nei bianchi si ritrovano equilibrio, freschezza e complessità aromatica; nei rossi, eleganza espressiva. Elementi che il Forum ha portato al centro del programma, intitolato «Biancavilla, Porta del Sole: identità e prospettive del versante Sud-Ovest».
Il tema è stato approfondito attraverso le masterclass curate dai docenti della Fondazione Italiana Sommelier Sicilia, che hanno messo i vini etnei a confronto con produzioni di altre aree e tradizioni enologiche: dalla Francia alla Valle d’Aosta, fino alla Calabria. Un percorso di degustazione pensato per leggere le specificità locali in una prospettiva più ampia, facendo emergere differenze e punti di contatto tra territori, vitigni e stili produttivi.
Il confronto ha così affiancato alla conoscenza delle singole etichette una riflessione sulle prospettive di un’area che punta sulla riconoscibilità delle proprie produzioni e sul legame tra vino e identità locale.
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Show cooking stellati: vino & cucina d'autore
Il programma ha intrecciato il racconto enologico con quello gastronomico, affidando tre appuntamenti di show cooking ad altrettanti chef stellati: Heinz Beck, del ristorante La Pergola del Rome Cavalieri di Roma, insignito di tre stelle Michelin; Cristina Bowerman, alla guida di Glass Hostaria a Roma, con una stella Michelin; e Vincenzo Candiano, del ristorante Locanda Don Serafino di Ragusa Ibla, anch’esso con una stella Michelin. Accanto agli ospiti, sono stati coinvolti anche ristoratori di Biancavilla, in un dialogo tra alta cucina e competenze locali.
Nel corso dell’evento, Heinz Beck ha richiamato il valore della tradizione gastronomica siciliana e la necessità di mantenerla viva attraverso l’innovazione: «Noi non dobbiamo mai dimenticare le tradizioni, ma accrescerle con cose moderne, diverse ma che facciano però ricordare da dove veniamo. Noi non dobbiamo mai dimenticare le tradizioni, non dobbiamo mai dimenticare questa grande cultura culinaria che abbiamo in Sicilia».
La gastronomia ha trovato spazio anche nel percorso dedicato all’olio extravergine d’oliva, con una masterclass rivolta alla qualità dell’olio del territorio. Nella giornata conclusiva, la degustazione aperta al pubblico ha riunito 50 realtà tra cantine e frantoi, con centinaia di etichette e la presenza dei produttori olivicoli locali e del Consorzio di Tutela del Ficodindia dell’Etna DOP.
Il vino è rimasto il fulcro della manifestazione, ma il programma ha allargato lo sguardo alle altre produzioni agricole, mettendo in relazione filiere diverse e competenze complementari.
Cultura del cibo e prospettive per il territorio
Accanto alle degustazioni, Etna Wine Forum ha dedicato spazio alla formazione e alla divulgazione. Il modulo educativo «Il mestiere del cibo», organizzato da ARS ETS e sviluppato dalla Scuola dei Mestieri ARS, ha affiancato gli incontri culturali e le presentazioni di libri con autori impegnati sui temi del vino e della gastronomia.
«La quinta edizione di Etna Wine Forum ha segnato un passo avanti che va oltre le nostre aspettative – ha commentato il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno - Ogni anno il livello cresce e quest'anno il traguardo raggiunto premia innanzitutto i viticoltori del Sud-Ovest dell'Etna, che hanno trovato in questa rassegna una vetrina autentica per raccontare il valore del loro lavoro.»
Per il primo cittandino di Biancavilla, l'edizione 2026 conferma la crescita qualitativa della manifestazione e il valore di una vetrina dedicata che riguarda non soltanto le aziende coinvolte, ma l’intera comunità e la possibilità di rafforzare il ruolo di Biancavilla come «Porta del Sole» dell’Etna.
A conferma del valore identitario dell'evento, il Forum ha ricevuto il patrocinio degli assessorati regionali agli Enti locali e all’Agricoltura, del MASAF, di Confagricoltura e del Parco dell’Etna.
Anche Paolo Di Caro, presidente della Fondazione Italiana Sommelier Sicilia, ha sottolineato il valore dell’appuntamento: «Con Etna Wine Forum celebriamo un appuntamento ormai unico nel calendario del vino italiano. È una manifestazione che mette al centro la valorizzazione del territorio e la forza espressiva delle sue cantine, coniugando divulgazione ed esperienza per far conoscere l’unicità del versante
Sud-Ovest dell’Etna, insieme alla valorizzazione della cultura gastronomica grazie agli show-cooking curati da chef stellati».
Il percorso avviato a Villa delle Favare non si esaurisce con la conclusione della manifestazione. Il prossimo appuntamento è fissato per il 20 ottobre a Roma, al Waldorf Astoria, sede di Bibenda, con Etna Wine Forum OFF: una doppia degustazione dedicata a Biancavilla e alle cantine del versante Sud-Ovest, per condividere nella capitale le produzioni e le specificità di quest’area dell’Etna.
Le aziende di Etna Wine Forum 2026
Aziende del versante Sud-Ovest
Vigne di confine, Terre di Montalto, Tenuta Masseria Setteporte, Le Due Tenute, Tenuta del Vallone Rosso, Pietrardita wine, Grottafumata, Travaglianti Etna’s excellence, Feudo Cavaliere, Terrafusa, Palmento Gangi, Cortese olio e vino, Cantine Sava, Federico Curtaz, Idda.
Le aziende presenti ai banchi di degustazione
Beniamino Fede, Vivera, Lepardo, Tenute Orestiadi - La Gelsomineta, Terra Costantino, Enza La Fauci, Principi di Butera, Fragalà, Greco, Firriato winery, Liquoremente, Baglio del Cristo di Campobello,Raciti , Vini Cannavò , Azienda Catanoso , Tenute Foti Randazzese, Semantile, Girolamo Russo, Cantine Iuppa, Terrazze dell'Etna, Cantine Patria, Tenute Nicosia, Verderame, Giò Emmanuele, Aitala, Cantine Maugeri, Barrus, Raciti, Luca Valastro, Vita nova, Lipari, Cantine di Nessuno, Tenute Micali, Massimo Lentsch, Cp Vini, Az. Agr. Indovina Ronsisvalle, Guardi Italia, Olio Sapta, Consorzio di Tutela del Ficodindia dell'Etna DOP.

